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Conference 2021

Keynote Speakers

Camilla Hawthorne

Camilla Hawthorne


Translation and the Lived Geographies of the Black Mediterranean

A new generation of Black activists is currently seeking to assert itself, gain national visibility, combat Italian racism, and acquire legitimacy as Italians by birth who are also Black. Their efforts in turn raise challenging questions about the promises, limitations, and contradictions of national citizenship. How can Black Italians mobilize for citizenship when the Italian nation-state is a thoroughly racial formation? Where does global Black diasporic solidarity intersect with the politics of local or national belonging in Italy? Can Black Italians enact forms of Blackness that resist an all-too-easy incorporation into race-blind Italian Mediterraneanisms? In this talk, I focus on a set of productive tensions: the tension Black Italians encounter as they articulate the specificities of Black subjectivity (and anti-Black racism) in Italy in relation to 1) the myth of a supposedly “colorblind” Mediterranean Italy on the one hand; and 2) the overwhelming dominance of Black Atlantic geographies and North American understandings of race in conversations about Blackness on the other hand.



Camilla Hawthorne is Assistant Professor of Sociology at UC Santa Cruz. She is a principal faculty member in the UCSC Critical Race and Ethnic Studies Program, and a faculty affiliate of the UCSC Science & Justice Research Center and Legal Studies Program. Camilla serves as Chair of the Black Geographies Specialty Group of the American Association of Geographers, and is a project manager and faculty member for the Black Europe Summer School in Amsterdam, The Netherlands. She received a PhD in Geography and Science & Technology Studies from UC Berkeley in 2018. Camilla’s current project explores the ways that citizenship has emerged as a key terrain of struggle over racial nationalism in Italy, and—bringing together insights from critical migration/citizenship studies and Black studies—argues that citizenship is crucial for understanding how racism and race are being reconfigured in the twenty-first century.

Kossi A. KOMLA-EBRI


AFROFOBIA: IL RAZZISMO VERSO I NERI-AFRICANI IN ITALIA


Gli italiani sostengono il movimento Black Lives Matter nato negli Stati Uniti, eppure sono ciechi di fronte al razzismo dilagante nella loro società. In Italia vi è una “paura eccessiva” e una grande avversione verso gli africani, a cui l’ONU e l’UE si riferiscono con il termine di Afrofobia. Un fenomeno sistemico, endemico e dalle molteplici origini che contribuisce a creare un immaginario negativo sull’Africa. Questa visione è alla base del razzismo in Italia.


Nel caso italiano in particolare è importante evidenziare il retaggio, emerso con l’attuale fenomeno migratorio, di un passato coloniale distorto, sottovalutato, ancora misconosciuto e/o negato da una buona parte degli italiani.


Questa percezione influisce sul rapporto che gli italiani hanno con i figli dell’Africa e scaturisce in un razzismo, spesso purtroppo sdoganato dai politici, che si esprime nella banalità del linguaggio quotidiano della gente, nelle micro-aggressioni e negli approcci ipersessualizzati verso le donne.


Questo intervento analizza la situazione discriminatoria istituzionale nei confronti degli afro discendenti, nati nell’immigrazione, e la chiara negazione del loro pieno accesso ai diritti di cittadinanza che ne deriva. Esplora inoltre i consueti conflitti intergenerazionali nella diaspora africana e, le inevitabili problematiche legate al senso di appartenenza che influiscono sulla crescita identitaria di un gruppo di persone in un paese che associa tuttora il colore della pelle ad una appartenenza straniera.

Kossi A. KOMLA-EBRI è nato in Togo nel 1954. È in Italia dal 1974, dove a Bologna nel 1982, si è laureato in Medicina e Chirurgia per specializzarsi poi in Chirurgia Generale a Milano. Vive in provincia di Como.


Nel 1997 ha vinto il primo premio della sezione narrativa al concorso Eks&tra con il racconto “Quando attraverserò il fiume”. È vincitore del premio Graphein della Società di Pedagogia e Didattica della Scrittura nel 2009. Il suo romanzo Neyla è vincitore del premio letterario Prato CittAperta 2019. Le sue opere sono incluse in numerose antologie.


È coautore con Aldo Lo Curto di “Afrique. La santé en images” (disponibile anche in versione inglese: “Africa Illustrated Health Book”- Rotary Club Lugano-Lago) manuale distribuito gratuitamente in diversi villaggi africani per divulgare un’educazione sanitaria fra le popolazioni locali.


Ha partecipato come relatore a diversi convegni in Italia e all’estero oppure come docente a corsi sulle tematiche legate all’Africa, all’integrazione, all’intercultura e alla letteratura della migrazione.


È cofondatore di El-Ghibli (rivista online di letteratura della migrazione).


Ha pubblicato con le Edizioni dell’Arco Imbarazzismi (2002); Neyla (2002); La sposa degli dei (2005); Vita e sogni (2007); All’incrocio dei sentieri (2009) tutti testi oggi in riedizione con Touba Culturale Italy. Recentemente ha pubblicato un libro di favole "Gente udite la mia favola" -Touba Culturale Italy 2020 e una raccolta di novelle “Avant que tombe la nuit” – Editions Continents 2021.


Il suo romanzo Neyla è stato tradotto negli Stati Uniti: “Neyla a novel by Kossi Komla-Ebri” Farleigh Dickinson University Press 2004 e il testo Imbarazzismi in Francia ( “Embaracismes”- Editions Laborintus 2016) e negli Stati Uniti ( “EmbarRACEments” – Bordighera Press 2019)


È presidente emerito della REDANI (REte della Diaspora Africana Nera in Italia).


Sito dell’autore:  kossi-komlaebri.net

Ingy Mubiayi Kakese


La Storia e le storie: dagli immigrati africani in Italia agli Afroitaliani.

Le trasformazioni della società italiana attraverso lo sguardo della letteratura della migrazione.


Le trasformazioni della migrazione africana in Italia raccontano molto dei cambiamenti occorsi nel paese, rappresentando anche uno spunto di riflessione sui rapporti tra autoctoni e stranieri. Possiamo parlare di trasformazioni storiche, sociali, culturali, mediatiche, legislative, percettive, linguistiche all’interno della galassia della migrazione africana. E lo sguardo è al centro di questa galassia: lo sguardo dell’Altro, dei media, del legislatore. Lo sguardo percepito e lo sguardo lanciato. Attraverso i vari sguardi è possibile scandagliare le mutazioni della percezione di diverse generazioni di nativi e non. Sarà cambiato? Ed eventualmente come?


Sarà necessario un breve percorso nella storia dell’immigrazione africana in Italia, partendo dagli arrivi dalle ex colonie italiane fino agli arrivi sulle navi di ong, per considerare da più vicino la composizione della popolazione africana in Italia. Alcuni dati ci aiuteranno ad individuare le eventuali variazioni nelle comunità presenti nel paese. Ciò ci permetterà di considerare le trasformazioni sociali e culturali che sono avvenute intorno alle comunità e all’interno delle stesse, passando per le diverse generazioni che oramai compongono l’universo migratorio italiano.


A guidare il nostro sguardo sarà la letteratura che, in genere, offre un interessante punto di osservazione di queste trasformazioni. Ma sarà uno sguardo quasi strabico poiché dovremo in continuazione spostare il punto di vista, la messa a fuoco, vedere doppio per cercare di “formare” l’immagine che abbiamo di fronte, l’immagine di una società in trasformazione sebbene non sempre consapevole di ciò. E così attraverso le voci della scrittura, come della musica, dei blog, del giornalismo, dell’associazionismo degli stranieri – e degli ex stranieri, o nuovi italiani, o degli afroitaliani- è possibile cogliere uno sguardo multiforme, mai omogeneo e non privo di contraddizioni, fornendo diverse percezioni della società italiana in mutazione.


La mia esperienza personale si intreccia con quella della moltitudine che a sua volta è legata alle decisioni della politica (le varie leggi che hanno definito il quadro giuridico in materia di migrazione, ma soprattutto hanno determinato il corso della vita di individui), che in qualche modo asseconda umori di un’altra moltitudine, a sua volta divisa tra un atteggiamento accogliente e amicale nei confronti del vicino, del singolo di qualsiasi provenienza, per poi diventare ostile e razzista nei confronti della massa di stranieri.

Ingy Mubiayi Kakese, di origini egiziane e congolesi, vive a Roma dal 1976. Si è laureata in Storia della civiltà arabo-islamica all’università La Sapienza di Roma. Nel corso degli anni ha fatto parte di diverse associazioni, operanti prevalentemente nell’ambito dell’immigrazione. Si è occupata di traduzioni e insegnamento e ha scritto per diverse riviste e giornali. Per molti anni ha gestito una piccola libreria a Roma. Ha pubblicato racconti su riviste e antologie, tra le quali Pecore Nere ed. Laterza e Quando nasci è una roulette per ed. Terre di Mezzo. Attualmente insegna in un liceo romano.

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