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Conference 2024

Session Proposals



Contents



The Liberation of Emotions. Verbalisation of Negative Affective Economies in Italian Literature between the 19th and the 20th Century
Alessandro Toma, Dr. Maria Silvia Marini

In her well-known article Affective Economies (2004), Sarah Ahmed theorizes affects as constituting a social glue that links the individual to the collective, forming the basis for the feeling of belonging and of the fear of what is perceived as not belonging. This collectiveness is engendered through the horizontal linkage between signs, figures and objects as well as their backward relation with the “absent presence of historicity” (120). To be part of a society is, therefore, to take part in the leading exchange of “affective value” (120), to capitalize it. As a consequence, the capitalization of affects becomes a ‘prison’ for those excluded from it.

The panel would like to build on Ahmed’s concept, but at the same time to disentangle its enquiry from it. Given literature’s traditional role as a medium for expressing negative affective economies, this session seeks to research how literary works verbalise these economies–fear, anger/rage, distress, humiliation–and how they ‘capitalize’ them, i.e. how they verbalise an alternative affective value to the hegemonic one.

Some research questions are:

  1. How can emotions in Literature take on different performative powers depending on who is verbalising them and how?
  2. How does literature engender social change through the paradigm-shifting action it portrays?
  3. How does literature facilitate the ‘liberation’ of emotions from the cage of the affective economy?


This panel would like to focus on concepts such as nation, nation-building, national identity, nationalism, and postcolonialism within Italian literature between the 19th and 20th century.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 15/04/2024


ORGANIZERS
Alessandro Toma
Humboldt-Universität zu Berlin (DE)
alessandro.toma@icloud.com

Dr. Maria Silvia Marini
Sapienza Università di Roma (IT)
marinimariasilvia@gmail.com



Minority Languages, Multilingualism, and Italian Language Education
Paolo Nitti, Giulio Facchetti

In recent years, the phenomenon of multilingualism has attracted a great deal of attention in the academic world.

The Committee welcomes contributions on Italian language and multilingualism concerning Language Education, Sociolinguistics, Geolinguistics, Pragmatics or Intercultural Communication.

Research papers on the characteristics of multilingualism, the protection of minority languages, legal aspects, intercultural landscapes, contact linguistics and the modalities and specificities of the promotion of language minorities are particularly appreciated.

The session welcomes new critical perspectives as well as comparative and interdisciplinary approaches.

The languages in which abstracts can be submitted are English, Italian, Spanish and French.

Please send an abstract of 150 words, biographical information and technical requirements to Paolo Nitti (paolo.nitti@uninsubria.it) and Giulio Facchetti (giulio.facchetti@uninsubria.it). The deadline for submission is 20th March 2024.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 20th March

ORGANIZERS
Paolo Nitti
Università degli Studi dell’Insubria
paolo.nitti@uninsubria.it

Giulio Facchetti
Università degli Studi dell’Insubria
giulio.facchetti@uninsubria.it



Testualità e didattica dell’italiano
Paolo Nitti, Pierangela Diadori, Donatella Troncarelli

Il panel si concentrerà sulle diverse prospettive che considerano il testo come elemento centrale dell’azione didattica. La selezione di testi validi ed efficaci e la loro didattizzazione, soprattutto in considerazione del progresso tecnologico, rappresenta una sfida costante per la glottodidattica contemporanea.

A questo proposito, saranno particolarmente apprezzate ricerche relative all’impiego di testi recenti a uso didattico o allo sviluppo della competenza testuale in L1 o LS/ L2.

Si accoglieranno, pertanto, nuove prospettive critiche e approcci comparativi e interdisciplinari.

Le lingue considerate per le proposte degli abstract sono italiano, inglese, spagnolo e francese.

Si prega di inviare un abstract di 150 parole, informazioni biografiche e requisiti tecnici a Paolo Nitti (paolo.nitti@uninsubria.it), Pierangela Diadori (diadori@unistrasi.it), Donatella Troncarelli (troncarelli@unistrasi.it) la scadenza per l'invio è il 20 marzo 2024.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 20th March

ORGANIZERS
Paolo Nitti
Università degli Studi dell’Insubria
paolo.nitti@uninsubria.it

Pierangela Diadori
Università per Stranieri di Siena
diadori@unistrasi.it

Donatella Troncarelli
Università per Stranieri di Siena
troncarelli@unistrasi.it



L’input complesso in italiano L2: scenari e contesti educativi
Paolo Nitti, Elena Ballarin

Le esperienze di internazionalizzazione della didattica suggeriscono di ripensare i modelli tradizionali dell’acquisizione linguistica e dell’insegnamento di una lingua. Un contesto educativo composito e complesso, infatti, implica l’insegnamento e lo scambio di input complessi, che prevedono, tra l’altro, intrecci comunicativi fra contenuti linguistici e disciplinari.

Un apprendente non nativo, infatti, si ritrova immerso nel bagno linguistico dell’ambiente di lingua seconda ed è a contatto con ambiti educativi e scambi linguistici complessi. Il contesto educativo e professionale, inoltre, non permette in molte occasioni di procedere con gradualità rispetto all’apprendimento dei contenuti. Queste situazioni, molto frequenti, configurano una delle sfide della glottodidattica contemporanea e prevedono competenze specifiche da parte del personale docente.

Si accoglieranno contributi di ricerca, di taglio linguistico-acquisizionale, linguistico-educativo e glottodidattico, relativi a esperienze di insegnamento e acquisizione delle microlingue, di contenuti in lingua e di didattica collaborativa e interdisciplinare.

È possibile presentare una proposta di intervento in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo.

Si prega di inviare un abstract di massimo 150 parole e una breve nota biografica a Paolo Nitti (paolo.nitti@uninsubria.it) e a Elena Ballarin (ballarin@unive.it), entro il 20/03/2024.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 20th March

ORGANIZERS
Paolo Nitti
Università degli Studi dell’Insubria
paolo.nitti@uninsubria.it

Elena Ballarin
Università Ca’ Foscari Venezia
ballarin@unive.it



“Cloffete, cloppete, clocchette”. Indagine sulla figura retorica nella letteratura italiana
Matteo Maselli, Teresa Agovino

Rimbombanti e roboanti onomatopee si librano libere tra libri carichi di allitterazioni simili a rondini in volo, punti neri su quell’immenso foglio bianco che è metafora del cielo. Miliardi e miliardi di iperboliche figure retoriche affollano, sin dal primo momento in cui gli italici inchiostri hanno vergato la pagina, la letteratura italiana anticamente moderna.

Questo panel intende indagare l’uso della figura retorica nella prosa e nella poesia italiane dalle origini alla contemporaneità. Onomatopea, allitterazione, similitudine, metafora, iperbole, perifrasi, sineddoche, ossimoro e tutto il restante campionario di figure sono al centro di questa disamina.

Dall’allegoria dantesca alla pungente ironia alla base della poetica ariostesca e alla sua conversione moralizzatrice in quella manzoniana, dalla ricorsività onomatopeica nelle più note poesie di Pascoli e Palazzeschi a quella sterminata metafora del Lager che configura la prosa di Primo Levi e oltre, si invitano gli studiosi interessati a presentare una proposta di intervento (max 250 parole, in italiano o in inglese) e un breve profilo biobibliografico a m.maselli2@unimc.it e teresa.agovino@unimercatorum.it entro e non oltre il 20 marzo 2024.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 20 marzo 2024

ORGANIZERS
Matteo Maselli
Università di Macerata
m.maselli2@unimc.it

Teresa Agovino
Università Mercatorum Roma
teresa.agovino@unimercatorum.it



Soglie e confini. Spazi, relazioni e attraversamenti culturali nell’incontro antico e nuovo.
Saverio Carillo

Orvieto, sede della Conferenza CAIS del 2024, ha ospitato un interessante e articolato dibattito dell’Italia del ventennio successivo al Secondo Conflitto Mondiale che, per la durata di almeno trent’anni, si è rappresentato nelle fazioni che sostenevano la bontà dell’intervento di Emilio Greco con le sue porte di bronzo all’interno dello scenografico e magnifico Duomo e coloro che ritenevano tale immissione incongrua e del tutto deleteria. In quella circostanza non mancarono scontri istituzionali e si delinearono posizioni fieramente contrapposte lasciando immaginare -in una condizione tipicamente italiana, sommariamente ben rappresentata dalla serie dei Don Camillo di Guareschi-, quanto complesso fosse, nella Penisola del tempo, ragionare circa la dimensione diveniente del futuro. L’occasione di scontro era rappresentata dalla ‘soglia’ delle porte così come se quegli infissi fossero immagine di confine e l’incontro antico e nuovo si inverava in un confronto serrato tra l’Italia del prima e di quella che sarebbe diventata l’Italia del futuro. Da quegli anni in poi, se si riflette sul paesaggio, sui centri urbani e sulle dinamiche culturali, il Paese rurale di un tempo è assolutamente scomparso e con esso sono scomparsi tanti aspetti perspicui dell’identità dei luoghi italiani. Una fiducia, talvolta acritica, verso un futuro quasi certamente buono ha permesso, insieme a tanti miglioramenti di condizioni sociali,  stravolgimenti dei luoghi e impoverimenti di consuetudini e rapporti relazionali che, oggi, si cercherebbe di recuparare soprattutto cercando condizioni ed esperienze di vita slow.  Il Panel raccoglie contributi tesi ad illustrare il rapporto antico/nuovo secondo il plurale indirizzo di ricerca anche in relazione a tematiche differenti che tuttavia ravvedano come centrali gli aspetti connotativi della cultura italiana.  

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 20 marzo 2024

ORGANIZERS
Saverio Carillo
Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
saverio.carillo@unicampania.it



La narrazione come forma di emancipazione femminile nell’Ottocento e oltre
Simone Pettine, Giulia Nonno

L’Ottocento rappresenta lo snodo storico per la rinascita delle donne e delle loro rivendicazioni. La partecipazione femminile alla formazione dell’opinione pubblica e alla cultura letteraria e scientifica nell’Italia post-unitaria vede spesso il coinvolgimento di scritti di patriote, educatrici, femministe e scrittrici, le quali ricorrono alla scrittura come forma di conoscenza ed espressione di sé, di riflessione sulla realtà circostante e di rivendicazione di spazi di autonomia. A tal proposito corti, salotti, riviste e allo stesso tempo conventi e abitazioni domestiche, diventano luoghi, fisici o metaforici, per la circolazione di idee tra letterati.

Il presente panel accoglie proposte di intervento su avantesti, scritture testimoniali o autobiografiche di scrittrici italiane a cavallo tra il XIX e XX secolo, che si propongono di analizzare la scrittura femminile come forma di emancipazione. Verranno accolti interventi che analizzano il testo nella sua materialità e nelle sue dinamiche di diffusione e ricezione che raccontano la condizione di autrici dell’Italia Risorgimentale. L'intento è quello di ragionare attraverso un’analisi storico-critica e/o filologico-linguistica, sul rapporto che intercorre tra esperienza di vita delle donne e narrazione.

Gli studiosi e le studiose che intendono partecipare sono pregati di inviare un abstract in formato pdf (max. 500 parole, in italiano o inglese, bibliografia esclusa) e un breve profilo bio-bibliografico entro e non oltre il 20 marzo 2024 agli indirizzi e-mail giulia.nonno@uniurb.it e simone.pettine@unich.it inserendo come oggetto “CFP_CAIS_La narrazione come forma di emancipazione”.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 20 marzo 2024

ORGANIZERS
Simone Pettine
Università degli studi “G. d’Annunzio” (Chieti-Pescara)
simone.pettine@unich.it

Giulia Nonno
Università degli studi “Carlo Bo” (Urbino)
giulia.nonno@uniurb.it



Using research-based pedagogical practises and measuring their impact
Luisa Canuto

Language educators regularly renew and innovate their teaching practises and strategies to enhance students’ learning experience and cultural understanding. But, how do they choose the most effective techniques for their classes? How can they explore the impact of their pedagogical choices? How can they know if the educational technologies they have just adopted can truly support student achievement and help learners improve, retain, and apply key concepts from their courses?

After a brief introduction to provide an overview of the principles and components of evidence-based practises, presenters will discuss some of the practises which are regularly integrated in their classes, how these practises have informed the alignment of their pedagogical choices with their teaching and learning goals. They will then guide participants as they consider adopting some of these practises and redesign their classes.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: March 20, 2024

ORGANIZER
Luisa Canuto
University of British Columbia
luisa.canuto@ubc.ca



Il tabù nella letteratura italiana contemporanea per bambini e ragazzi
Ornella Kraemer, Ludger Scherer

Questo panel intende indagare la questione di come la letteratura italiana contemporanea per bambini e ragazzi affronta i tabù sociali (malattie, morte, diversità ecc. ). Soprattutto in vista di una crescente diversificazione dei contenuti nei testi per i giovani lettori, si dovrebbe verificare se e in che misura in questi testi vengono trattati argomenti ‘difficili’.

Alcune domande di ricerca sono:

  1. Quali tabù si possono trovare nei testi contemporanei per i giovani lettori e come vengono presentati?
  2. In che modo questa letteratura può contribuire alla ‘educazione alla cittadinanza globale’?
  3. In che misura tali testi possono essere utilizzati con profitto nelle lezioni di Italiano nelle scuole e nelle università?
  4. Che ruolo gioca la nuova ‘wokeness’ per l’(in)dicibile nei testi?


Si accoglieranno, pertanto, nuove prospettive critiche e approcci comparativi e interdisciplinari.

Le lingue considerate per le proposte degli abstract sono l’italiano e l’inglese.

Si prega di inviare un abstract di massimo 250 parole e una breve nota biobibliografica a Ornella Kraemer (Ornella.kraemer@uibk.ac.at) e Ludger Scherer (l.scherer@uni-bonn.de).

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 15 aprile 2024

ORGANIZERS
Ornella Kraemer
Leopold-Franzens-Universität Innsbruck
Ornella.kraemer@uibk.ac.at

Ludger Scherer
Affiliation: Universität Bonn
l.scherer@uni-bonn.de



«Vigili angosce dominarono la mia guerra». La letteratura di fronte al primo conflitto mondiale
Emanuele Delfiore, Giuseppe Marrone

Come ha osservato Fabio Caffarena, la Prima Guerra mondiale «scatenò un’epidemia di scrittura che contagiò tutti i combattenti», coinvolgendo sia letterati (si ricorderanno almeno i casi di Giuseppe Ungaretti, Carlo Emilio Gadda, Piero Jahier, Scipio Slataper, Giovanni Comisso e Giani Stuparich) che persone per cui la scrittura divenne l’occasione per preservare la memoria degli eccezionali eventi vissuti in prima persona (Sita Camperio Meyer, Maria Solari e Franco Gasparri).

Oltre al diverso statuto autoriale, la tragedia del conflitto fu peraltro soggetta a rielaborazioni riconducibili a molteplici generi letterari: dalla lirica al romanzo, dal racconto alla corrispondenza epistolare e giornalistica. Il panel si propone di analizzare tali scritture mettendole in relazione con le condizioni dello scrivente: soldato al fronte che registra in presa diretta le vicende nel loro svolgersi, prigioniero di guerra in cerca di un contatto con i propri cari, reduce che rievoca a distanza di tempo i fatti che ne hanno segnato in maniera indelebile l’esistenza.

Gli studiosi interessati al tema sono invitati a presentare una proposta di intervento (max 250 parole, in italiano o in inglese), accompagnata da un breve profilo biobibliografico (max 150 parole) ai seguenti indirizzi:  emanuele.delfiore@uniroma1.it e giuseppe.marrone@uniroma1.it, inserendo come oggetto della mail “CFP_CAIS_Letteratura_e_guerra” entro e non oltre il 20 marzo 2024.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 20 marzo 2024

ORGANIZERS
Emanuele Delfiore
Università di Roma “La Sapienza”
emanuele.delfiore@uniroma1.it

Giuseppe Marrone
Università di Roma “La Sapienza”
giuseppe.marrone@uniroma1.it



Romanzi di famiglia italiani: un’indagine morfologica.
Lorenzo Mecozzi

Dai classici come i Malavoglia e i Viceré al capolavoro immortale del Gattopardo, e da Lessico familiare a Menzogna e Sortilegio fino a Le strade di polvere: la storia del romanzo italiano è intrinsecamente intrecciata con la presenza e l'importanza dei romanzi di famiglia. Nonostante la ricchezza di questo patrimonio letterario, solo di recente queste opere fondamentali hanno ricevuto l'attenzione teorica che meritano in quanto romanzi di famiglia.

Negli ultimi anni, si è assistito a un rinato interesse per le forme testuali che ruotano attorno alle storie di famiglia, con l'obiettivo di mappare le diverse manifestazioni di questo genere romanzesco nel periodo compreso tra l'Ottocento e il Novecento.

Questo panel si propone di esplorare le molteplici forme assunte dal romanzo famigliare italiano nel novecento, analizzando come queste opere si adattano al contesto letterario contemporaneo. L'obiettivo è investigare come il romanzo familiare possa emergere come la forma privilegiata per scrutare le contraddizioni sociali e i complessi processi di formazione dell'identità italiana, intrinsecamente diversa e pluralistica.

Gli studiosi interessati a presentare una proposta di intervento sono invitati ad inviare un abstract (max 300 parole, in italiano o in inglese) e un breve profilo biobibliografico a lm3131@columbia.edu entro e non oltre il 20 marzo 2024.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 20 Marzo

ORGANIZER
Lorenzo Mecozzi
Columbia University
lm3131@columbia.edu



Nel laboratorio confraternale. Arte, cultura materiale e pratiche rappresentative dei sodalizi laici
Mara Nerbano

Orvieto, sede della CAIS conference di quest’anno, è il luogo d’origine d’uno dei più noti laudari dei disciplinati dell’Umbria: monumento insigne di quel movimento confraternale che conferì al laicato devoto delle città un protagonismo del tutto nuovo nella civiltà del tardo Medioevo. Le confraternite di devozione, particolarmente nell’Italia mediana e settentrionale, furono un importante agente di rinnovamento religioso, civile e culturale. Oltre a impegnarsi nel campo caritativo-assistenziale, realizzarono forme di vita associata basate sulla mutualità, infrangendo barriere corporative e di ceto. Promossero inedite modalità di devozione privata e di partecipazione alla religione cittadina, mettendo a punto paraliturgie e riti figurati autonomi e complementari a quelli del clero. Elaborarono, in relazione alle rinnovate esigenze di culto, repertori di testi in volgare, oggetti materiali, opere figurative, facendo interagire tecniche e linguaggi in complesse macchine significanti. Per questo, possono essere considerate un’autentica fucina sperimentale da indagare con un approccio multidisciplinare e intersettoriale.

Argomenti d’interesse per il panel sono (ma non si limitano a):

  • Laude e iconografia sacra
  • Dispositivi “multimediali” di testi e immagini
  • Rappresentazioni drammatiche e arte plastica
  • Gruppi scultorei, statue polimateriche e animate


Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 20 marzo

ORGANIZER
Mara Nerbano
Accademia di Belle Arti di Carrara
m.nerbano@accademiacarrara.it



L’Odeporica femminile nelle riviste del secondo Ottocento
Patrizia Guida

Il presente panel accoglie proposte di intervento sulla copiosa presenza di scritti femminili, resoconti di viaggio di donne, lettere, guide e testi descrittivi, nelle pagine delle riviste e dei giornali del secondo Ottocento. In questi anni il viaggio femminile comincia a configurarsi come un’esperienza non più occasionale e, soprattutto, autonoma: le donne viaggiano da sole e raccontano il territorio italiano avendo come obiettivo quello di farlo conoscere ai lettori e alle lettrici della rivista che avrebbe pubblicato il loro ‘pezzo’. Questa scrittura costituisce una preziosa fonte per la conoscenza del territorio italiano prima e dopo l’unificazione e si inserisce di diritto nel processo di costruzione dell’identità nazionale, al quale le donne parteciparono attivamente.

Verranno accolti interventi che analizzano i testi attraverso un’analisi storico-critica e/o filologico-linguistico, anche volti a indagare varie forme di contaminazione con altre discipline (antropologia, economia, archeologia, architettura, pittura, etnografia e tradizioni popolari).

Gli studiosi e le studiose che intendono partecipare sono pregati di inviare un abstract in formato pdf (max. 500 parole, in italiano o inglese, bibliografia esclusa) e un breve profilo bio-bibliografico all’indirizzo e-mail guida@lum.it, inserendo come oggetto “CFP_CAIS_ L’Odeporica femminile nelle riviste del secondo Ottocento”.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 20 marzo 2024

ORGANIZER
Patrizia Guida
Università LUM Giuseppe Degennaro
guida@lum.it



Biografie e brevitas.
Sara Stifano, Marco Verde

Questo panel intende indagare il rapporto che intercorre tra il genere biografia e le forme brevi. Dalle origini fino al Novecento la narrazione delle vite – che siano di artisti, intellettuali, uomini di stato e d’arme o donne illustri – attinge alle risorse del materiale novellistico o aneddotico.

Quest’ultimo rappresenta l’essenza che eterna, in un certo senso, la vita del personaggio biografato, e lo libera dalle formule retoriche del genere, rendendolo ‘realistico’ e inserito in un preciso contesto storico. Che sia nella sezione post-mortem o nel tessuto diegetico delle biografie, viene così dato maggiore risalto all’aspetto faceto o pronto e anche il biografo diventa talvolta personaggio della vita biografata, come accade, ad esempio, nelle Vite vasariane.

La descrizione del carattere e il riconoscimento sociale si avvalgono, dunque, delle forme di narratio brevis, in grado di coinvolgere sia il lettore specialistico sia il lettore medio, evitando così al biografato la caduta nell’oblio.

Gli studiosi interessati al tema sono invitati a presentare una proposta di intervento (max 250 parole, in italiano o in inglese), accompagnata da un breve profilo biobibliografico (max 150 parole) ai seguenti indirizzi: sara.stifano@unina.it e marco.verde@uzh.ch , inserendo come oggetto della mail “CFP_CAIS_Biografie_e_brevitas” entro e non oltre il 20 marzo 2024.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 20 Marzo 2024

ORGANIZERS
Sara Stifano
Università degli Studi di Napoli Federico II
sara.stifano@unina.it

Marco Verde
Universitaet Zuerich
marco.verde@uzh.ch



Looking Eastward: Italy and the Orient
Marella Feltrin-Morris, Jason Freitag

Italy’s connection to the Orient has increasingly become a lively area of research, producing a number of compelling studies. In Italian Orientalism: Nationhood, Cosmopolitanism and the Cultural Politics of Identity (2019), Fabrizio De Donno undertakes an analysis that looks simultaneously at the reception of European orientalism in Italy during the Risorgimento, and at the development of a distinctly Italian orientalism after unification and in the fascist era. Even more recently, the second issue of Volume 26 of Journal of Modern Italian Studies (2021) was devoted exclusively to examining not only how Italy as a whole engages with the Orient, but also how different regions of Italy display a variety of approaches to it. Indeed, the Orient (real, desired, or fabricated) has historically occupied a prominent position in the Italian imaginary, inspiring travelers, academic orientalists, writers, and artists. This panel welcomes interdisciplinary approaches to a study of Italy’s relationship with the Orient from all time periods. Please send an abstract of 150 words, biographical information, and technical requirements to Marella Feltrin-Morris (mfeltrinmorris@ithaca.edu) and Jason Freitag (jfreitag@ithaca.edu)

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: March 20th

ORGANIZER
Marella Feltrin-Morris
Ithaca College
mfeltrinmorris@ithaca.edu

Jason Freitag
Ithaca College
jfreitag@ithaca.edu



L’architettura e le sue diverse sfumature come personaggio nella letteratura italiana dell’900
Fernanda Gerbis Fellipe Lacerda, Carlos Bitrian

Nel contesto dell'intersezione tra Architettura e Letteratura, questa sessione si concentra sull'analisi di come l'Architettura vada oltre la sua mera funzione scenografica per diventare un elemento attivo nella composizione dei testi letterari. Ciò che ci interessa è l'approccio arricchente che emerge quando gli elementi architettonici, quali rovine, fontane, palazzi, giardini e altri sono considerati presenze tangibili che influenzano lo sviluppo dei testi letterari stessi. Anche quando gli elementi architettonici servono per rapresentare atraverso le sue caratteristiche spaziali sensi oculti o aspetti che in un altro modo rimanerebbero nascosti. A titolo di esempio, si menzionano le "Città invisibili" di Italo Calvino, le rovine presenti nei testi teatrali di Gabriele D'Annunzio, i monumenti romani nel poema di Giosuè Carducci, la rappresentazione di Ferrara da parte di Giorgio Bassani, la Napoli di Anna Maria Ortese e le borgate di Pier Paolo Pasolini. In questo contesto, si invitano contributi che esplorino il ruolo dell'architettura come personaggio o come chiave di lettura nella letteratura italiana, dal periodo del Risorgimento fino alla fine del XX secolo.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: not specified

ORGANIZERS
Fernanda Gerbis Fellipe Lacerda
Università degli studi Gabriele D’Annunzio e Università Federale di Rio de Janeiro
fernandagerbis@gmail.com

Carlos Bitrian
Universitat Politècnica de Catalunya
carlos.bitrian@upc.edu



Nell’ecosistema linguistico: grammatica, inclusività e nuove metodologie didattiche, dall’Ottocento a oggi
Elena Felicani

Considerando la proposta di Friedrich Fröebel, che nella prima metà dell’Ottocento proponeva il modello di una scuola-giardino non solo come ‘spazio verde’, ma in senso più ampio ‘rappresentazione’ non ripetibile di un luogo di formazione in cui il soggetto sfrutta e coltiva un ‘terreno’ ideale per la conoscenza, lo spazio verde diventa rappresentazione concreta di un luogo per l’educazione anche linguistica.

L’approccio del metodo froebeliano (diffusosi in Italia nel corso dell’Ottocento), che pensa il giardino come spazio didattico, si dimostra come uno straordinario e innovativo modello anche oggi, in una prospettiva educativa che considera l’insegnamento della grammatica, le pratiche di inclusione e le proposte pratiche di apprendimento.

Nel corso del Novecento si afferma progressivamente l’idea di quello che appare può essere definito un ecosistema linguistico (si pensi alla proposta pedagogica di Maria Montessori): attraverso il contatto con l’ambiente circostante l’alunno riesce ad apprendere naturalmente secondo intuizione. Il giardino, ma comunque ogni luogo aperto (in senso lato), diventa ideale per la formazione e per l’apprendimento, dove la lezione di lingua si rivela per quello che è o dovrebbe essere, cioè lezione di cose.

L’esperienza del contatto con la natura, e in generale con l’ambiente linguistico, viene a costituirsi come un esercizio di formazione, che manifesta nel concreto la possibilità di creare relazioni tra le cose, che sono espressioni di concetti, e le forme linguistiche.

Il panel si propone di accogliere ricerche di taglio storico-linguistico, ma anche riflessioni teoriche, sperimentazioni in corso, applicazioni pratiche attuali, in relazione a esperienze personali di insegnamento in cui il nesso cose-parole, all’interno dell’ecosistema linguistico, si riveli portante nel processo formativo.

Gli studiosi interessati a presentare una proposta di intervento sono invitati ad inviare un abstract (max 300 parole, in italiano o in inglese) e un breve profilo biobibliografico a elena.felicani@unimi.it.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session:  15 aprile ‘24

ORGANIZER
Elena Felicani
Università degli Studi di Milano
elena.felicani@unimi.it



“Scrivere di me”. Le autobiografie linguistiche come pratiche didattiche di inclusione e di consapevolezza linguistica
Elena Felicani

Se è vero che in certi contesti funzionali, e nell’apprendimento della L2 in particolare, la lingua può rappresentare un ostacolo e creare barriere e a volte difficoltà, le autobiografie linguistiche sono oggi riconosciute come uno dei mezzi più efficaci per creare consapevolezza linguistica nell’apprendente, avviando un più maturo approccio e una sicura interazione tra pari e con il docente.

Racconti di sé e dell’altro da sé sono strumenti per raccontare e per condividere esperienze e vissuti, tempi e luoghi, in una dimensione sociale inclusiva: in questa prospettiva, la storia linguistica di ognuno può essere infatti una chiave di accesso prioritaria, perché unica e identitaria, del singolo in una società non ideale, ma possibile e concreta, senza limiti di etnia, di lingua e di genere.

Scrivere un’autobiografia linguistica significa scrivere (di) sé stessi, ma soprattutto raccontare la storia della propria lingua, codice e parola al tempo stesso: a partire dalla lingua materna, la narrazione può esprimere nella vicenda individuale la vicenda una sola o di più lingue. Nel racconto di sé, oltre al dato linguistico e alla riflessione sulla lingua, chi scrive introduce così questioni più ampie che toccano ambiti diversi, geografici, storici, culturali e familiari.

L’autobiografia linguistica, come attività proposta in classe, si pone come momento complesso e composito, di scrittura, di condivisione, di autoriflessione e di discussione: la scoperta della diversità linguistica e culturale rappresenta perciò a tutti gli effetti una nuova forma non solo di acquisizione di contenuti, ma anche di inclusione, in un’ottica di ricerca di coerenza e di progressione logica tra le esperienze.

Il panel vuole invitare a una condivisione di esperienze relative alle autobiografie linguistiche, ospitando riflessioni teoriche e applicazioni pratiche dell’esperienza didattica quotidiana, e avviando un confronto che tenga conto di prospettive e approcci diversi al racconto di sé nella lingua.

Gli studiosi interessati a presentare una proposta di intervento sono invitati ad inviare un abstract (max 300 parole, in italiano o in inglese) e un breve profilo biobibliografico a elena.felicani@unimi.it.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 15 aprile ‘24

ORGANIZER
Elena Felicani
Università degli Studi di Milano
elena.felicani@unimi.it



The “Artificial Ecosystem”: Geo-, Ecocritical and Semiotic Aspects of the City in Literature
Luigi Gussago

In his ponderous investigation of the city in different cultures and historical moments, Lewis Mumford identifies the ever-recurring, obtrusive model of the “baroque city” as the peak of humankind’s presumed control over the inconstancy of nature – a city that mirrors what he calls a “mechanical order” of society. To overcome this model, Mumford envisages the advent of new cities rebuilt upon the principles of a “biotechnical” society, where technology serves the purpose of restoring an ecosystem that more closely resembles that of the pre-industrial centers of the Middle-Ages. While this objective seems far ahead, many writers have attempted to dismantle, or break free from the “baroque” blueprint by depicting dis- or utopian cities (Calvino, Buzzati, Manganelli), or revisiting the metropolis in existential, posthuman terms (Volponi, Savinio, Morante, Arpino). This panel intends to look at the city in literature by adopting a geo-, ecocritical perspective. A semiotic or even narratological (city as non-human narrator) approach is also welcome. In brief, contributors are invited to discuss the topic of the city, keeping in mind its dualistic dimension of “artificial ecosystem” (G. Nebbia), through examples drawn from all epochs of Italian literature, and/or possible comparisons with other literatures.

The choice of topics may include, but is not limited to:

  • The city from an ecocritical point of view
  • Urbanization in literature
  • Eco philosophy applied to the representation of the city in literature
  • Women writers and the city
  • The city as a narratological instance
  • Utopian and dystopian cities
  • A comparative analysis of urban ecosystems in different cultures/literatures.


Contributors are invited to submit a paper proposal in English or Italian (max. 300 words) and short bio to l.gussago@latrobe.edu.au.

Closing Date for Receiving Proposals for this Session: 04/25/2024

ORGANIZER
Luigi Gussago
La Trobe University, Melbourne
l.gussago@latrobe.edu.au



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